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    June 08

    Intervista ad Alessia


      
    March 13

    LEGGETE LEGGETE!!SCRIVIAMO UN LIBRO COMUNITARIO???

    GENTE GENTE GENTE
     
    ATTENZIONE!
     
    Qualche giorno fa, improvvisamente, m'è venuta una idea simpatica e la volevo porre a voi.
     
    Perchè non scriviamo un libro "comunitario"?
     
    In cosa consiste? Ok... prendiamo una trama con circa 6 protagonisti. Ognuno "gestisce" un protagonista scrivendo in prima persona (tipo il libro che sto scrivendo io...) e pian piano si forma la storia. Come funziona? Allora... io ho un personaggio e, ad esempio, scrivo il primo capitolo. Dopo aver finito, passo il "libro" alla seconda persona che gestisce un altro personaggio. Questa persona scrive il suo bel capitolo facendo avanzare un pochetto la storia (ovviamente sulla trama ci si mette d'accordo) e così via. E così verrà un libro scritto da sei persone, con sei teste, con sei modi di fare e pensare completamente diversi. Non vi sembra carina come idea?
     
     
    OOOOOOOOOOOOOOOOOOOK
     
    Cosa c'è da fare??
     
    1. Trovare 4 persone (due ragazzi e due ragazze. Due già ci sono... ovviamente io e Simona, la mia ragazza ;P)
     
    2. Scrivere e mettersi d'accordo su una trama comune.
     
    3. Il tutto avverrà tramite email quindi... pensavo inoltre di fare una email comunitaria cioè di rendere la password di questa email nota a tutto il gruppo di "scrittori" (ahuahuauh). Come funziona? Tu devi scrivere una cosa? Vai in questa email e puoi leggere tutti i capitoli etc etc.
     
    4. Pensavo di dedicarci un blog... ma la mia intenzione era poi di PROVARE A PUBBLICARE ciò che esce. Quindi... mi occuperò io di "aggiornare" il libro che si va formando, il format etc etc. Voi dovrete solo scrivere.
     
    5. Visto che ci sono pochi "posti" per i provetti scrittori, pensavo che tra i capitoli potevamo mettere intermezzi riflessivi fatti dai "vari passanti" di questo blog. Tipo, che ne so, qlc che non sta partecipando al libro scrive una bella riflessione su una qualsiasi cosa e noi, ZACK, la mettiamo nel libro così la renderlo più leggero e piacevole.
     
    6. LE DECISIONI VENGONO PRESE IN MANIERA DEMOCRATICA TRAMITE VOTAZIONI! SE LA MAGGIORANZA DECIDE UNA QUALSIASI COSA, GLI ALTRI ACCETTERANO LA DECISIONE DEL GRUPPO SENZA PROBLEMI!
     
    Ma a litigare ci penseremo più in la :P
     
    Allors... boyZ & girlZ... 2 ragazzi e 2 ragazze.
     
    1 trama.
     
    E tutta la vostra Fantasia!
     
    X CHI E' INTERESSATO POSTI QUI O MI AGGIUNGA SU MSN E MI BEKKA IN CHAT (prima o poi...).
     
    Attendo vostre ansioso di cominciare!
     
    Un vaffanculo di BENVENUTO ;P
     
    G.
    March 12

    ED ECCOLI!!!! CAPITOLO 4 & 5 & 6!

    Premetto che il libro è ancora in fase di revisione QUINDI Vi prego di segnalarmi errori (& orrori) di grammatica e di forma ma è inutile che mi fate una cacca, pena il vaffanculo ormai di casa ;)
     
    Buona lettura.
     
    G.
     
    PS OVVIAMENTE ATTENDO VOSTRI RISCONTRI!!!!
     

    4.Davide 11 6 2005 ore 10.57

     

     

    Farla o non farla stà cacchio di festa? O basta una pizza? Ricordo che da piccolo dicevo “non capisco perchè i grandi non festeggiano i compleanni. E' bello, divertente, tutti ti vogliono più bene e soprattutto ti fanno migliaia di regali”. Ricordo inoltre di un mio compleanno particolare. Alla mia festa venne un mio amico che, poverino, non poteva permettersi di comprarmi un regalo ed io, aprendo la porta e facendolo entrare chiesi “che mi hai regalato?” e lui umiliato e imbarazzato andò via. Fu uno dei compleanni più brutti della mia vita... ancora oggi vengo travolto dai sensi di colpa quando penso alla vicenda.. che coglione che fui.

    Ho sentito Marco poco fa e mi ha detto che stasera c'è una festa di una certa Arianna... quasi quasi...

    Personalmente ho sempre preferito essere l'invitato piuttosto che il festeggiato. I riflettori non mi sono mai piaciuti. In particolare odio quando tutti ti cantano “tanti auguri a te”... come sempre, per sentirmi meno in imbarazzo, faccio finta di dirigere un'orchestra o canto con loro unendomi al coro  illudendomi di spostare i riflettori su tutto il gruppo canterino.

    Stamane per andare in città ho preso il pullman e guardando la strada vedo mille piccole rane che zompettano senza senso aspettando che qualche macchina, bici, scarpa, le porti via da questo mondo.

    E visto che stamattina sono in vena di (bassa e inutile) filosofia penso: cosa distingue l'uomo dall'animale? Ovviamente tutti mi diranno l'intelligenza e fin qui ci siamo. Ma c'è qualcosa che particolarmente distingue queste ranocchie l'una dall'altra? Praticamente nulla. Tutte uguali, tutte sceme (leggasi “spinte da chissà quale istinto a saltare sull'asfalto in attesa della morte”).

    Premesse queste cose, quando e come si può distinguere un uomo dagli altri? O per intelligenza o per prestanza fisica (nello sport ad esempio). La bellezza, ovviamente, non può essere inserita tra le categorie che possono “distinguere” semplicemente perchè, come tutti ben sanno, la bellezza è assolutamente soggettiva quindi la distinzione non sarebbe oggettiva. Dunque... visto che ci sono delle eccezioni per intelligenza e per prestanza fisica anche tra gli animali (vedasi il cavallo Varenne o, che ne so, Lessie o il Commissario Rex), l'uomo è animale e questo lo sapevamo già. Ma chi è più intelligente tra animale e uomo? E tutti risponderanno “l'uomo”. E signori miei è sbagliato!!! Nessuno mette in dubbio che l'uomo, per quanto riguarda l'intelligenza intesa nel senso comune del termine, è superiore a qualunque altro essere vivente. In fondo se non fosse così, probabilmente oggi non ci sarebbero certo gli esseri umani a lavorare per gran parte della loro vita in attesa di una pensione che non arriverà mai (si… ero ironico…). Ma se per intelligenza intendiamo qualcosa di più specifico? I cani per esempio sono sicuramente superiori a noi per quanto riguarda l'intelligenza “olfattiva” come i pipistrelli per l'intelligenza “visiva”. Dove voglio arrivare? Beh in realtà volevo arrivare semplicemente in piazza e in qualche modo dovevo pur far passare il tempo. Forse è meglio che oggi non mi soffermi troppo sui miei pensieri.

    Tornando a noi dovrei incontrare Marco a momenti... mi parlava di stà ragazzina, Arianna, con tutto un caratterino particolare, che stasera festeggia il suo 20° compleanno. Che emozione... è nata nel mio stesso giorno... e sarà uguale a me? E se sarà l'amore della mia vita? Caspita, a momenti me la sono sposata e abbiamo già dei figli... chissà come si chiameranno i nostri figli...speriamo odi il nome Ugo...!

    Ah ecco, finalmente Marco. Stò figlio di puttana si tromba un botto di ragazze. Eppure non è bellissimo, cioè se fossi donna probabilmente non me lo farei. Beh, in effetti non sono donna quindi non ho voce in capitolo.

    - “ohi bello, tutto a posto?” gli dico andandogli incontro.

    - “tutto tranquillo. Auguri merda” mi fa lui. Marco è così, tu sei “merda”, ”cacca”, “gay”, “stronzo” ma alla fine ti vuole comunque bene.

    - “grazie per avermi ricordato che oggi è il mio compleanno. Andiamoci a prendere qualcosa va. Offro io... stamattina mi sento particolarmente splendido”. (“splendido” in questa frase sta per

    “stamane pago io perchè mi sento particolarmente generoso, buono, solare, protagonista, in pratica Dio e mi va di esternare tutto ciò che ho dentro”, NdDavide).

    Andiamo in un bar che ha i tavolini fuori con un'orribile tovaglia verde stile tavolo-da-gioco-per-uomini-duri. E subito arriva la cameriera, straniera ovviamente.

    - “ragazzi, cosa prendete?” ci fa tutta scazzata cercando di essere simpatica.

    - “io prenderei volentieri te perchè sai, hai un gran bel culetto e non vedo cosa possa esserci di male nel fare l'amore. In fondo, cara, tu cosa ci perdi? Mica voglio picchiarti. Io sono una persona molto generosa quindi ti assicuro che godrai tantissimo e quindi? Che c'è di male? Tutto da guadagnare” avrei voluto risponderle ma mi limitai a dire - “a me un Apertass” (cedrata, rigorosamente Tassoni, corretta con un po' d'Aperol. Viaggiando in Italia ho scoperto che l'Apertass è del tutto sconosciuta sia all'estremo nord che all'estremo sud eppure è un cocktail fresco e dissetante.).

    - “A me un caffé, macchiato con latte freddo. Grazie.” disse Marco mentre socchiudeva gli occhi e accennava un sorriso. Con quel “grazie” sembrava che lui la stesse quasi venerando e le era grato che lei facesse questo lavoro e non ci mandasse all'altro mondo per aver ordinato qualcosa. Come se si fosse scusato del fatto che noi eravamo qui, quasi stessimo rompendo le palle a qualcuno.

    Marco è così. Ha 23 anni, alto un metro e ottanta, scuro di occhi, capelli e carnagione, bel fisico, era sicuro  di se. Sicurissimo direi. A volte era introverso, altre eccessivamente estroverso. Il suo viso era simmetrico, con un bel taglio di occhi che continuavano con il naso che accompagnava gradevolmente lo sguardo di chi l'osservava alla bocca sottile. Quando sorrideva Marco cambiava totalmente fisionomia. Il volto gli si riempiva di fossette e pieghe che rendevano quel visino angelico simpatico a chiunque. Si, in effetti Marco non è brutto anzi… è un “figlio di puttana” (nel senso buono del termine), ci sa fare con le ragazze, è carino e interessante. A volte sprizza luce positiva da tutti i pori. Bah, se fossi donna forse me lo farei anch'io.

    - “Allora Davi, che si fa stasera? T'ho detto di Arianna giusto? Fa una festicciola coi fiocchi vicino la Axis (società che produce medicinali situata nella prossima periferia cittadina). Sembra bene organizzata... alcool, droghe, cose e robe (Il “cose e robe” era di comune uso tra me e Marco. Per il significato, vedi il capitolo successivo…). Volendo posso chiamare un paio di mie amiche e vediamo di fare na' cosa tete-a-tete. Non lo so, dimmi tu e vediamo che si può fare.”

    E che si può fare? Io, nel giorno del mio compleanno mi accontenterei semplicemente di restarmene a casa mia senza tanti ma né se. Non lo so perchè mi prende così. Comunque...

    - “Senti Marco, non lo so. Io per stasera non c'ho testa d'andarci a stà festa. E poi chi la conosce a questa. Cioè mi devo imbucare clandestinamente e la cosa non mi va” .

    - "Ma scherzi? Tu stai con me!"

    E certo Marco, io sto con te... come al solito... e come al solito tu trombi e io no. No mio caro Marco, se fossi donna non te la darei.

    Vaffanculo.

     

                PICCOLO DIZIONARIO DAVIDIANO – ITALIANO    Parte prima

     

     

    “Le cose e le robe” o “cose... robe...”:

    Questa espressione è generalmente usata come conclusione di una frase. Diciamo che possiamo tradurre la seguente espressione come “eccetera, eccetera”

    Qualche esempio:

    “Che facciamo stasera?”. Risposta, “usciamo, vediamo gente, fermiamo ragazze, cose, robe...”

     

    “Malamente, a mostro”:

    Queste espressioni sono tipiche delle zone di Napoli e dintorni. L'espressione è intesa come “rafforzativo” ad un'azione.

    Esempi:

    “Sono stanco malamente”, “mi sto divertendo a mostro”.

     

    Pariare, appundrirsi”

    I due verbi sono diametralmente opposti come significato.

    Il primo vuol dire fondamentalmente “divertirsi, star bene”. E' di ampio uso nelle zone di Napoli. Ho provato a fare una ricerca etimologica ma purtroppo non ho trovato alcuna informazione utile.

    Comunque... qualche esempio:

    “Sto pariando malamente” (si noti l'uso del verbo pariare e del avverbio malamente)

     

    Il verbo appucundrire viene da ipocondria:

    ipocondria s. f. 1 Erronea convinzione di essere malato, con sensazioni dolorose che non hanno un riscontro obiettivo. 2 (lett.) Grave malinconia.

    Nel gruppo di Davide questo verbo è utilizzato per indicare un malessere.

    Esempi:

    "Mi sto appucundrendo malamente" (significato: mi sto annoiando, sono stanco)

    "Mi si sta appucundrendo lo stomaco" (ho male allo stomaco)

    "Mi stai facendo appucundrire" (mi stai annoiando)

     

    "E' cacca!"

    Questa espressione nacque da una profonda riflessione di Davide fatta insieme ad un suo amico. In pratica, quando si è piccoli, per farci capire che alcune cose non si toccano, i nostri genitori dicevano cose del tipo "Non raccogliere cose da terra. E' cacca!"

    E da quella riflessione appunto che oggi si indica con questa espressione tutte quelle cose che sono buone ma fanno male. Per esempio la Nutella è cacca perchè è buona ma troppa fa male ed ha tanti effetti collaterali. La maggior parte degli alcolici è "cacchissima" perchè è vero che bere in compagnia un buon bicchiere è bello e fa bene, ma quando la compagnia inizia a berne dieci di bicchieri si "parea" ma il mattino dopo ci si sveglia come una cacca.

     

                                      

    5 Marco 11.10

     

    Oggi sono euforico. Mi sembra che il mondo sia più colorato e sento che la mia missione su questo pianeta è quella di donare felicità o, dove non dovessi riuscirci, donare almeno un sorriso. Quindi oggi tutto sorridente! Le persone per strada mi scrutano e voglio che pensino "guarda che carino. E' tutto felice. Sarebbe bello conoscerlo!"

    Devo muovermi che devo incontrare Davide stamattina. Ieri ho telefonato Arianna. Che tipetta. Anche se sinceramente punterei volentieri alla sua amica Silvana. Snella, carina, alta, forse un pò troppo scema. Beh in fondo mica sto cercando l'amore della mia vita?

    Il mio problema è che se una ragazza non mi attrae "psicologicamente", divento totalmente un incapace in materia di "conquista". Piccoli movimenti, stupidi ma eleganti, ragionamenti e punti di vista raggiunti dopo svariati pensieri, il modo di imporsi o di ascoltare... tutte qualità che noto e cerco in ognuna. Mah... non troverò mai la donna della mia vita semplicemente perchè non esiste.

    Ecco Davide. Ma perchè si taglia i capelli?Gliel'avrò detto mille volte "falli crescere"... ma niente. Si ostina a portarli dannatamente corti che non c'entrano nulla con quel che è Davide.

    Secondo me, il nostro aspetto dovrebbe esternare il più possibile ciò che siamo. Non dovrebbe servire per attirare l'attenzione ma semplicemente fungere da "biglietto da visita" in modo tale che le persone simili si riconoscano "al volo". A che serve "farsi belle" se poi non ti piace l'attenzione che ricevi. Sei introversa? Fatti brutta no? Così nessuno ti viene a dare fastidio e la cosa  va bene a tutti! Mmm, pensandoci bene forse è un discorso  un pò limitativo il mio e sicuramente di parte. Vabbè…

    Madò, stà cameriera ogni volta che la vedo mi fa impazzire.

    “A me un caffè, macchiato con latte freddo. Grazie.” le dico mentre esprimo tutto il mio consenso sul suo operato. Sai come s'annoia la tipetta qui? Sai quante "come sei bona", "puttana" o "albanese di merda" (dalle nostre parti oggi il termine albanese indica il concetto di "straniero" o peggio ancora "uomo disonesto, sporco, trasandato" e via dicendo...). Ma che sei venuta a fare in Italia amore mio? Te lo giuro, se avessi tanti di quei soldi ti prenderei e ti porterei via da questi maniaci di merda che vogliono solo scopare. Stronzi, è una donna come vostra figlia o vostra moglie... magari non come vostra madre, che ai tempi poteva far una sega al marito, risparmiando un altro stupido a questo mondo. E’ proprio vero… la mamma dei cretini è sempre incinta.

    Torniamo a noi... Davide non sembra tanto ispirato per andare alla festa... eppure caspita, ho parlato con Arianna ed era tranquillo portarcelo. Anzi, mi ha detto che ci usciva un "tanti auguri a te" anche per lui (so che mi odierà per i prossimi 5 anni se gli faccio uno scherzo del genere, ma un pò di popolarità non gli farà mica male, no?).

    Fammi pensare... un'uscita a quattro?

    - “Senti Marco, non lo so. Io per stasera non c'ho testa d'andarci a stà festa. E poi chi la conosce a questa. Cioè mi devo imbucare clandestinamente e la cosa non mi va” .

    - "Ma scherzi? Tu stai con me!"

    Che cazzo. Quando Davide non vuole fare qualcosa è impossibile costringerlo.

    -"No Marco non è cosa! Io non ci posso venire. Sai che palle e poi già so come va a finire. Tu vai a trombarti la tipa di turno ed io coglione da solo".

    -"Senti" gli rispondo "innanzitutto la mia tipa di turno non esiste. A prescindere che io amo tutte le donne con cui ho fatto l'amore e poi vai a chiedere a una di loro se hanno passato un bel momento o no. Secondo, ti prometto che non vò via con la prima che capita ok? Ho deciso che dobbiamo ampliare le nostre conoscenze quindi stasera “only public relationship”!"

    -"Seee. Non vai con la prima ma vai con la seconda. Dai Marco, mi appucundrisco!"

    -"Marò. Sei na palla...! Mi dici che vuoi fare allora? Ti vuoi stare a casa?"

    -"No...no... facciamo quello che facciamo ogni sera..."

    -"Ok bello. Prendo l’iniziativa e decido per tutti e due. Ti comunico che stasera andremo ad una festa piena di gente dove è presente anche la signora Marija e il signor Jack (Daniel's NdMarco)..."

    -"Azz... ancora droga ed alcol?? E vaffanculo... a che ora?"

    -"22...22.30... sono da te alle 21.00. Si fa il pre-serata e poi tutti alla riscossa"

    February 26

    E IN ANTEPRIMA INTERPLANETARIA... ECCO A VOI...

    Eh si signori miei... sto scrivendo il mio secondo libro... ormai lo sto facendo da un anno ma ho imparato ad aspettare la giusta atmosfera... quando non sono in vena i miei scritti non mi soddisfano per nulla. E visto che il primo era ILLEGIBILE (credetemi sulla parola...), il secondo è più soft. E TARATARATA SUSPANCE... VI POSTO IN ANTEPRIMA NAZIONALE... MA CHE DICO... MONDIALE!!!!! I PRIMI 3 CAPITOLI!
    Ovviamente chi commenta in maniera negativa si bekka il vaffanculo di rito... eheheh no no e che cacchio... questo è abuso di potere però il vaffa va a chi non commenta... non lo faccio per costringervi eh :) ma solo perchè ho bisogno di più pareri possibili per capire se vale la pena continuare o se è meglio che mi dò all'ippica... no all'ippica no... magari mi dò con più forza e convinzione all'informatica. Almeno lì son sicuro di riuscire.
     
    Vi abbraccio tutti (cacchio e che braccia lunghe che ho... eheheh che battuta di cacca...!) e vi auguro una notte d'oro con una battuta di Groucho Marx
     
    "Chi vuol intendere intenda, gli altri in roulette"
     
    G.
     
    PS Non badate a errori di ortografia etc... il testo deve ancora passare la revisione finale. Apprezzatissimi sono tutti i consigli e le critiche!
     
     
     

    1.Arianna (Arianna) 11 giugno 2006 ore 2.15

     

    Wow... che ore sono? 'Aspita, ancora le 2.15... è l'ottava volta che mi sveglio. Forza che domani è il mio compleanno. Chissà cosa mi regaleranno... chissà quante sorprese... ma come... nessuno ancora mi ha inviato gli auguri sul cellulare? Possibile che tutti si siano dimenticati di me? Che diamine... un messaggino… Meglio che torno a dormire va, così il tempo passa prima che sono ansiosa di preparare tutto. Ecco... chiudo gli occhi e non penso a nulla (a proposito... se quello stronzo di Marco dice di nuovo che sono una ragazza vuota e che non penso ad altro che scopare, gli tiro un calcio proprio lì. Per forza mi dice quelle cose... io non ci sto e lui si prende a male. Eheheh... ammazza e quanto deve aspettare . In fondo Marco è carino ma sembra che cammini a mezzo metro dal suolo e questa cosa mi manda in bestia.)... niente, neanche l'ombra del sonno. Come devo fare? Sonniferi non ne ho né ne uso... ci si diverte un po' con se stessi sperando in un sonno post-orgasmico? No... stasera non sono ispirata. E cosa allora? Devo essere in forma domani per preparare tutto per la festa. Insomma, faccio vent'anni e la cosa è importante perchè entro nella ventina, non so se mi spiego. Uffà che palle. Vabbè accendiamo la luce così leggo un po'. Che leggo? Ho comprato questo libro di un certo Sergej Bolmat ma è pesante e mi annoia... perfetto! Caspita. Qui ci vorrebbe uno spinello. Così in cinque minuti entro in un sonno profondo e tranquillo accompagnata dal dolce effetto del THC. No, no... è troppo noioso questo libro... mi manda in bestia. Cosa faccio? Mi alzo? Resto a letto? Mah... pensiamo un po' a domani... allora, mi sveglio presto (sempre che riesca ad addormentarmi), doccia, do' una mano a mamma, parrucchiere e poi esco un po' e faccio spese per stasera. Devo andare a parlare col tipo per il locale che ho prenotato per la festa, comprare le cose da bere e da mangiare, parlare col dj (com'è che si chiama? Dj Vox? Mah... speriamo ne capisca qualcosa...) e poi cos'altro? Gli inviti li ho dati a tutti... cos'altro manca? Ah si... devo scegliere il trucco per il vestito. Cacchio che bello che è. Nero, lungo fino alla caviglia, con uno spacco da favola, con due fasce incrociate sopra che ti coprono giusto il necessario. Forse un pò eccessivo, è vero… ma mi sentivo troppo una star. Ero stupenda ieri quando l'ho provato. E quanto l'ho pagato! Regalo di mamma. Dai Arianna devi dormire... hai appena sprecato le prime due ore e mezzo del tuo compleanno. Vogliamo continuare a cazzeggiare e perdere tempo prezioso?                 

     

     

     2.Buon compleanno Davide! (Davide) 11 giugno 2006 ore 8.25

     

    Quando è il giorno del mio compleanno mi sento sempre un po' scazzato... oggi “festeggio”, per così dire, i miei 22 anni. C'è poco da fare. Ogni volta che arriva mi scende una malinconia e un nervosismo che non provo nemmeno se mi sveglio nel bel mezzo della notte con una diarrea inarrestabile e trovo il bagno occupato. Devi subire una giornata dalla serie perché-è-un-bravo-ragazzo che finisce per mandarti in paranoia perché, è vero che se ti fanno gli auguri ti vengono in mente pensieri dalla serie il-tempo-passa-e-tu-sei-sempre-lì-a-fare-un-cazzo-di-costruttivo ma è pur vero che se non te li fanno ci rimani anche un po' male e pensi al fatto che anche quest'anno non ti sei cagato abbastanza le amicizie e ti prometti di segnarti tutti i compleanni dei tuoi amici per poi dimenticare tutto il giorno dopo e fare figure di merda per tutto l'anno fino al tuo compleanno successivo. E poi chi l'ha detto che devo baciare tutti? Cioè, al mio compleanno si dovrebbe fare ciò che voglio o almeno cercare di evitare le cose che non voglio perché è un giorno speciale eccetera, no? Beh, a me stà cosa di baciare tutti mi manda in bestia. Fatemi baciare chi mi pare, come faccio ogni dannato giorno. “Auguri Davide!”... “Cazzo” - vorrei dire - “ieri se ti fossi passato davanti non m'avresti nemmeno salutato e oggi mi vieni a fare gli auguri con tanto di bacetto???”.

    Quanta ipocrisia...

     La prima sensazione che provo appena sveglio nel giorno del mio compleanno è la consapevolezza che il tempo passa e via alle domande del tipo “cosa ho fatto quest'anno? Forse potevo fare di meglio...”.  E allora vai con migliaia di paranoie mentali dalla serie “cosa-ci-faccio-io-qui” oppure “qual'è-il-mio-compito-sul-pianeta-Terra?” o peggio ancora “ma-io-esisto?”.

    L'apice lo raggiunsi quando feci 14 anni. Arrivai a rinnegare il mio nome e in generale questa “catalogazione fonetica assurda”.

     In fondo - pensai - se il linguaggio è una serie di segni ai quali si associano dei particolari suoni, noi siamo tutti catalogati in base a questi segni e questi suoni e rispondiamo a un particolare suono che ci associano fin dalla nascita... ma allora che senso ha dire  il-mio-nome-è-più-bello-del-tuo-mio-caro-Ugo visto che alla fine un suono fondamentalmente equivale ad un altro? Beh con questo non voglio dire che tutti i suoni sono uguali ma chi può dire che la fonetica di Ugo sia più sgradevole della fonetica di, che ne so, Davide? E allora in base a quale regola i genitori decidono il nome del loro figlioletto in arrivo? E se avessi come nome con un suono impronunciabile inventando nuove lettere in modo tale che nessuno potrebbe chiamarmi? Ma, ammettendo per assurdo che facessi una cosa del genere, cosa peraltro impossibile perché l'avrei dovuto fare fin dalla nascita, tutto ciò a che pro? Raggiungere lo scopo di essere “inchiamabile” per poi non essere più chiamati nemmeno dalle persone a me più care.

    “Pronto, c'è... come si chiama?”.

    E, tornando a prima, chiamerei mai mio figlio Ugo? Perché è vero che un suono è fondamentalmente come un altro ma prendi Ugo... è un suono cupo, gutturale, buio. Se vieni associato a Ugo, hai l'esistenza segnata...ma non è così per tutti altrimenti non ci sarebbero persone chiamate Ugo. E via col discorso sul “bello soggettivo” e paranoie sempre più assurde.

    Mmm... Davide... non mi piace il mio nome, troppo comune, quasi banale, anche se è sempre meglio di Ugo o Gennaro o, che ne so, Arcibaldo... ma c'è qualcuno che si chiama Arcibaldo? Se si, i suoi genitori sono ancora vivi? E come si chiamano? E  i suoi nonni? Perché questi dannati genitori hanno fatto un torto così grande al loro figlio?

    "Buongiorno, come si chiama suo figlio? Arcibaldo... e non si mette vergogna ad averlo chiamato così?"

    Alla fine passai tutto il giorno ad ascoltare come la gente pronunciava il mio nome e a non rispondere a chi mi chiamava Davide in modo, a mio inconfutabile giudizio, sprezzante o annoiato  ma considerai solo quelle persone che cercavano di comunicare con me pronunciando “il mio codice fonetico” come se fosse una nota positiva della loro nera esistenza.

    Quant'ero stupido a 14 anni... mi facevo delle seghe mentali che duravano settimane. E se a 30 anni dirò che a 22 anni ero stupido a farmi paranoie del genere? Non potrei cercare di pensare a non fare le cazzate che mi porteranno a dire che ero un ventiduenne coglione?

    Mmm meno male che i compleanni vengono solo un giorno all'anno altrimenti rischierei d'impazzire. Apro finalmente gli occhi. E’ cominciata un'altra giornata.

     

    Filosofia Spicciola 1

     

    Da tempo mi chiedo perché ci sono tanti problemi sul pianeta Terra… guerre, violenze, stress e via dicendo…

    Qualche giorno fa un mio amico, sul muro della mia camera, accanto ad altre frasi lasciate lì dai vari frequentatori di quel porto di mare, mi scrisse una cosa che mi aprì un mondo.

     

    “A vit è comm’ ta faje n’cap” (“La vita è come te la fai in testa” traduzione letterale).

     

    L’avrò sentita milioni di volte e chissà quante altre volte l’avrò detta questa frase eppure, scritta lì su quel muro, faceva un altro effetto. Ma avete mai pensato che tutti i problemi del mondo potrebbero essere causati da semplici e banali incomprensioni tra “quelli che contano”?

    E da qui il mio pensiero sulla percezione della Realtà. E lo condivido con voi.

    Io penso che la nostra Esistenza sia composta dal Tempo e dal Punto di Vista. Per quest’ultimo intendo l’insieme delle proprie opinioni e dei propri pensieri…

    Cambia un opinione? Cambia il Punto di Vista.

    Ogni attimo che viviamo è collegato ad un particolare Punto di Vista che muta col Tempo grazie all’Esperienza. Quindi a questo punto sembra banale dire che, visto che il Tempo accomuna tutti noi, l’unica cosa che ci differenzia l’uno dall’altro è proprio il Punto di Vista. Cosa collega quindi tutti noi uomini? L’Amore? L’ altruismo? L’ empatia? La solidarietà? No… io penso che alla base della vita e della corretta convivenza ci sia la Comprensione. Attenzione, io non intendo quel sentimento che genera tolleranza anche perché quest’ultima è limitata dalla pazienza e quindi non si verrebbe mai a creare un equilibrio stabile in un gruppo di persone perché non è detto che tutti siano appunto pazienti.

    Se ognuno di noi però facesse un piccolo sforzo nel capire i Punti di Vista altrui e trovare un punto comune col proprio, si verrebbe a creare una comprensione globale. Come se ogni uomo fosse un neurone di un grande cervello e la comprensione fungesse da sinapsi… Utopia? Che bello se tutti riuscissero a comprendere ed accettare i Punti di Vista altrui senza considerarli sbagliati, senza ricorrere alla tolleranza. Semplicemente comprendere, discutere, accettare e trovare un pensiero comune. Io con te, tu con un altro, l’altro con un altro ancora fino ad arrivare a tutto il mondo. Ampliare il proprio Punto di Vista comprendendo quello altrui vuol dire crescere ed arricchirsi. Condividere i propri pensieri vuol dire donare una piccola parte di te.

    E se tutti riuscissimo a comportarci in questo modo, ognuno di noi avrebbe dentro di se un pezzetto di ogni essere umano. A quel punto nessuno più farebbe le guerre perché se accadesse, combatterebbe anche contro se stesso.

    February 05

    De Bacibus...

     

    DE BACIBUS 1 - Tecniche

     

     

    In principio era il Mulinello. Ovvero: tutti i ragazzi e buona parte delle ragazze, al loro primo bacio, sono convinti che baciare sia qualcosa di molto simile ad un avvitamento ed immersione degni di un numero di nuoto sincronizzato. La parte restante delle ragazze, non è, come si spererebbe, più evoluta. Semplicemente non si pone il problema, convinta sia una cosa di cui si deve occupare lui, oppure è tutta concentrata a percepire il suono delle famose campane che si narra suonino in questi momenti così romantici.

     

    ( Alcune correnti trasversali parlano di violini e canto di uccellini, ma non hanno molto seguito. )

     

    Appurato che di campane neanche l’ombra, scoperto che è una cosa umida e non molto romantica, che fare? Innanzitutto occorre stabilire una strategia: ammettere che non è poi gran che, non è carino.

     

    Poche ingenue lo fanno, e ne ricavano solo un “sarai poco innamorata” o peggio ancora “si vede che lui non è bravo a baciare!” questa è un onta che andrebbe lavata col sangue, si sa, e quindi è molto meglio raccontare che è stato bellissimo, la cosa più romantica dell’universo, e che:

     

    1 – non si sentono davvero le campane, ma ti gira la testa e vedi il firmamento

     

    2 – si, certo, migliaia di campane, proprio come si racconta

     

    (a scelta)

     

    Qualunque versione si scelga di tenere, che si sia rimaste più o meno soddisfatte, nessuna interrompe comunque questa pratica. E’ abbastanza divertente, permette di conoscersi meglio, e soprattutto è un grande motore sociale.

     

    Successivamente, col sopraggiungere dell’esperienza, anche la tecnica migliora. Si passa attraverso la fase “serpentello”, al “mulinello + serpentello-Combo”, si introduce il mordicchiamento, qualcuno osa succhiare, e via dicendo con migliaia di Optional e Varianti. Finchè non ci si innamora davvero, o almeno non si capisce che i baci si danno e basta, senza tante analisi, e diventa qualcosa di molto più interessante, piacevole, e persino quasi romantico.

    DE BACIBUS 2 - Domande

     

     

    Nel frattempo, però, come affrontare alcuni interessanti quesiti? Vediamo i principali, allo scopo di poter essere di aiuto alle più giovani:

     

     

    -         dove si devono tenere le mani durante il bacio? Esistono diverse teorie, e conosco ragazze che le tengono in tasca, o dietro la schiena. La cosa migliore, se si riesce a vincere la timidezza dei 14 anni, è metterle attorno ai suoi fianchi. Questo, naturalmente è il mio modesto parere...

     

    -         come si fa ad evitare che LUI invece metta le mani sempre lì, ovvero sulle mie tette? Mia cara, LUI ti bacia proprio per toccarti le tette, inutile sperare che smetta da solo. Se sei troppo timida per toglierle, puoi sempre inserire nel reggiseno tagliole da volpe...

     

    -         Se dopo avermi baciato si asciuga la faccia con una manica, vuol dire che non gli è piaciuto? Dipende. Potrebbe essere un problema di ipersalivazione, di allergia labiale alla saliva o mille altre cose. Oppure semplicemente, lui è un gran cafone.

     

     

    DE BACIBUS 3 - Lessico

     

     

     

    Cosa altro si potrebbe dire a proposito di questo grande argomento? Ritengo interessante fare una breve escursione lessicale. Al contrario del sesso completa che, come si sa, ha una marea di nomi, in genere per il bacio esiste un solo verbo: Limonare. Ho sentito pochissime varianti, come ad esempio “fare i limoni” o “fare i fiocchi”. C’è poi il comodissimo e discreto “ andare”.

     

    “sai che tizio è andato con tizia?”

     

    ecco, questa frase è uno dei più interessanti casi di “significato anaraficamente variabile”

     

    ovvero: Se qualcuno ci dice, per l’appunto,

     

     

    “sai che tizio è andato con tizia?”

     

     

    la risposta sarà diversa a seconda della nostra età. Se abbiamo tra i 13 ed i 16 anni, infatti, risponderemo:

     

    “Davveeeeeeeeeeeeeerooooo?”

     

    mentre se abbiamo tra i 16 ed i 20, risponderemo:

     

    “andato in che senso?” - se siamo brave ragazze beneducate – o più espressivamente:

     

    “andato di bocca o di figa?” – se non siamo affatto fini.

     

    Passati i 20 anni, il dubbio non sussiste più, e di fronte al suddetto pettegolezzo, daremo per scontato che non stiamo in alcun caso parlando di baci.

     

    Passati i 30 anni, c’è un’ ulteriore variante di risposta, che è:

     

    “Davvero? E sua moglie?”